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Legambiente Lario Sponda Orientale

Turano
Valvestino

Geografia, Flora e Fauna
La Valvestino è una valle che collega il lago di'Idro al lago di Garda.

Prende il nome dai monti Vesta e Stino, che la chiudono a occidente. A nord, creste dolomitiche con cime oltre i 2000 m sovrastano la Valle, che, insieme a numerose valli minori, costituisce una delle zone più importanti dal punto di vista botanico, richiamando studiosi da tutta Europa.
Le valli minori sono solcate da torrenti spumeggianti, il Bollone, l'Armarolo, il Magasino, il Toscolano e il Droanello,  che vanno ad alimentare il lago artificiale della Valvestino e sono intervallate da altipiani prativi.
Il fiore all'occhiello della flora endemica è rappresentato da Saxifraga tombeanensis, trovata e studiata solo nel 1853 sul monte Tombea, una delle cime dolomitiche poste a Nord della valle.
Non meno ricca è la fauna, che vanta la presenza di lepri, volpi, scoiattoli, faine, martore, donnole, marmotte, caprioli, camosci, stambecchi, cervi.
L'avifauna valvestinese, invece, comprende: gallo cedrone, fagiano di monte, nocciolaia, corvo imperiale.
Ma la vera sorpresa della Valvestino è rappresentata dalla presenza dell'aquila reale, osservabile non di rado in questa zona.
La zona è interamente compresa nel Parco Regionale Alto Garda Bresciano (http://www.parcoaltogarda.eu/) e,  per la sua bellezza unica, è stata riconosciuta dalla Comunità Europea come “Sito di interesse comunitario”.
 

La storia dei borghi e della Valle.
La leggenda racconta che i 7 borghi della Valvestino siano stati fondati da 7 fratelli che, alzatisi un mattino con tanta collera in corpo gli uni verso gli altri, hanno deciso di separarsi per non vedersi più, vivendo ognuno in un proprio paese. Così si spiega la posizione alquanto particolare dei borghi, che si trovano non distanti l'uno dall'altro ma nascosti dai rilievi e dai boschi.
I borghi, come li conosciamo noi, sono: Turano con Moerna, Armo, Persone, Bollone, e Magasa con Cadria.
La valle si è sempre dedicata all'agricoltura, allevamento e attività boschive; non ha mai conosciuto insediamenti turistici e industriali. Nonostante la situazione della viabilità e raggiungibilità della valle sia migliorata, lo sviluppo della stessa è stato molto rallentato nel tempo. Ciò, però, ha permesso alle bellezze naturali di non essere minacciate e di continuare a vivere indisturbate nella valle.
Abitata fin dalla preistoria, diventò all'epoca dei Romani un luogo di passaggio, parte del ducato longobardo e nel XI secolo feudo dei conti Lodrone.
Per la sua posizione di confine, rimase sotto la dominazione asburgica fino a quando  diventò italiana nel 1915. Sempre grazie alla posizione strategica che offriva, si possono osservare ancor ora i segni lasciati dalla Grande Guerra.
 

il Fenilett (album fotografico)
Il Fenilett della Valvestino, struttura di Ersaf da in gestione a Legambiente nell’ambito del progetto “Case nella Foresta”, si trova a Turano, Frazione del Comune di Valvestino, che è compreso nella Foresta Regionale Gardesana Occidentale.
Il Fenilett ospita Vacanze Natura, Campi di Volontariato, seminari di studio e formazione, eventi di Foreste da Vivere, la manifestazione voluta dalla D.G.Agricoltura della Regione Lombardia e realizzata da Ersaf (per il calendario degli appuntamenti di Foreste da vivere vedi il sito www.forestedilombardia.it)

 

FORESTA di LOMBARDIA GARDESANA OCCIDENTALE
Il Fenilett della Valvestino si trova all’interno della Foresta di Lombardia Gardesana Occidentale che con i suoi 11.058 ettari la Foresta Regionale più ampia della Lombardia. Si trova ad ovest della porzione settentrionale del Lago di Garda nel settore più orientale delle Prealpi Lombarde. Buona parte della sua superficie ricade all’interno della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano. La foresta è posta per la quasi totalità al di sopra dei 600m con quota minima a 400m e quota massima a 1976m (M.te Caplone).

Il paesaggio è unico nel suo genere, da un lato con viste suggestive sul lago e dall’altro con viste sui versanti boscati o rocciosi delle valli interne. I boschi di latifoglie, di conifere e misti si caratterizzano per la presenza di pino nero, frassino, orniello, querce, faggio, pino silvestre, abete rosso e pino montano. Sulle rupi vegetano pregiati endemismi.

Altrettanto la fauna montana è arricchita dalla presenza di camosci, stambecchi, numerosi cervi e caprioli. Nidificano l’aquila e il gallo forcello, nonché una variegata avifauna di alto valore naturalistico.

Nel 2002, a Tignale, è stato inaugurato il Centro Visitatori, centro di informazione, educazione e promozione del territorio, che offre all’escursionista la possibilità di conoscere un territorio ampio e diversificato da percorrere e attraversare grazie ad una fitta rete di sentieri capaci di inoltrarsi in una natura maestosa e a tratti ancora selvaggia.

Oltre alle bellezze naturalistiche la Foresta Regionale offre numerose testimonianze storiche e culturali di un passato legato alle antiche attività montane (la Segheria, i fienili di Rest) e alle vicende militari che segnarono nei secoli l’area di confine tra l’Italia e l’Impero asburgico (trincee, cippi, dogane, caserme).




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