Rifiuti e forno

"Un Piano rifiuti al passo con i tempi per la provincia di Lecco"

Nel gennaio 2017 i Circoli Legambiente della Provincia di Lecco produssero un dossier sul tema dei rifiuti che fu mandato a tutti i Sindaci dei Comuni soci di Silea. (dossier 2017)

I dati statistici sulla produzione dei rifiuti e sul loro invio al recupero/riciclo contenuti in quel dossier sono sostanzialmente confermati dai dati raccolti negli anni successivi. Non si registrano sostanziali mutamenti delle percentuali. Tenendo conto del nuovo sistema di calcolo delle frazioni, il dato provinciale non ha registrato variazioni significative.

Abbiamo colto con favore la presa di posizione dei Comuni di Lecco, Valmadrera e Malgrate, che sono interessati all’eventuale rete di teleriscaldamento di per cui Silea ha pubblicato il bando di progettazione e realizzazione dell’opera, così come richiesto obbligatoriamente da Regione Lombardia, al momento dell’estensione dell’A.I.A.. Ricordiamo che lo scorso ottobre i tre Comuni hanno sottoscritto una convenzione con Silea S.p.A., a cui hanno delegato i prossimi passi. L’aspetto positivo e nuovo è l’aver introdotto in questo atto alcuni importanti elementi vincolanti per il bando, primo su tutti quello per cui il proponente la finanza di progetto deve dimostrare che al massimo entro il 2032 (ovvero alla data della scadenza dell’attuale A.I.A., e mantenendo il 2032 indipendentemente dall’eventuale futura estensione dell’A.I.A. stessa), la rete dovrà essere alimentata interamente da fonti energetiche rinnovabili, senza alcun ricorso ad utilizzo di rifiuti o fonti fossili. Nel caso una rete di teleriscaldamento risultasse fattibile, la stessa dovrà essere estremamente innovativa e tecnicamente progettata già dall’inizio come totalmente slegabile dal forno nel futuro prossimo, escludendo quindi qualsiasi possibilità di allungare ulteriormente la vita del forno.

Non possiamo costruire oggi, in ritardo di almeno un paio di decenni rispetto a decisioni prese alla fine degli anni Novanta, una rete di teleriscaldamento guardando a tecnologie e progettualità costruttive vecchie. Realizzare una grande rete, a partire dal 2020, può rilevarsi un boomerang che costringerà a costi insostenibili di approvvigionamento di combustibili (siano essi rifiuti o altre fonti fossili non fa differenza).

In questo senso, legare oggi in maniera indissolubile una rete di teleriscaldamento al funzionamento dell'inceneritore sarebbe un errore ambientale ed economico. Ambientale perché oggi dobbiamo pensare ad un futuro con minori emissioni in atmosfera e con una consistente riduzione del volume di rifiuti. Economica perché sottrarrebbe risorse preziose alla sempre più necessaria riqualificazione energetica degli edifici, che chiediamo venga incentivata stabilizzando definitivamente gli sgravi fiscali che ogni anno vengono previsti dalle varie manovre economiche del governo. Non è inoltre pensabile, come dimostrano diversi studi di ingegneria edile, che gli edifici costruiti negli anni '60 durante il boom economico abbiano prospettive di vita infinita. Oltre infatti agli alti costi necessari per riscaldare queste case, il calcestruzzo, in particolare nei fabbricati costruiti in economia, tende a deteriorarsi nel tempo compromettendo l’agibilità del fabbricato stesso dopo qualche decennio e rendendo i necessari interventi di messa in sicurezza non sempre economicamente sostenibili.

Dobbiamo inoltre pensare alla moderna produzione di energia decentrata, dove gli utenti possano essere anche produttori: in questo senso una rete di teleriscaldamento a bassa temperatura basata su diverse fonti rinnovabili (pompe di calore, solare termico) e di recupero (cascami termici industriali) può essere positiva. Oggi può aver senso, in particolare, realizzare piccole reti di teleriscaldamento capaci di soddisfare i bisogni di piccoli quartieri o rioni dove sono concentrati fabbricati energivori. Tale eventuale rete è tecnicamente antitetica a una ad alta temperatura e centrata unicamente su un forno inceneritore, dunque il bando dovrà premiare le eventuali soluzioni più versatili in questo senso.

Nel nostro precedente dossier indicavamo a grandi linee quali siano tali soluzioni, che devono però essere declinate concretamente attraverso un progetto che preveda ubicazione e dimensionamento dei punti di produzione. La progettazione di una tale rete all’avanguardia è quindi una grossa sfida tecnologica: rimaniamo in attesa di vedere il bando e quali proposte tecniche e di finanza saranno presentate da eventuali concorrenti, confidando che i criteri minimi rispettino queste logiche di sostenibilità, slegate al forno inceneritore. Sotto questo punto di vista, questa scelta rappresenta uno spartiacque anche per le scelte in campo energetico della Provincia.

In parallelo, i Comuni soci di Silea hanno il dovere di guardare al futuro dei rifiuti della Provincia di Lecco. La gestione dei rifiuti non può essere delegata in toto alla società che i Comuni stessi, con lungimiranza, hanno istituito anni or sono. Gli Amministratori devono dare indirizzi ben precisi alla società Silea indirizzati alla sostenibilità ambientale. Pur riconoscendo l’importanza dell’attenzione che un amministratore deve porre ai bilanci, ci sono scelte politiche che hanno il dovere di guardare al futuro del pianeta e che spesso richiedono investimenti anche importanti che non sempre sono concorrenziali rispetto ad altre scelte tecnologiche o impiantistiche. Quello dell’economia del sistema non può essere il solo parametro di giudizio di una scelta, altrimenti non ci sarebbe innovazione, ma soprattutto si resterebbe ancorati a scelte che oggi dobbiamo cambiare per combattere i cambiamenti climatici.

Con questo sintetico documento, ci siamo permessi come Legambiente di dare alcune indicazioni su quelle che a nostro avviso sono le scelte che i Sindaci di Silea devono portare in assemblea dei soci per scrivere un nuovo piano per la gestione dei rifiuti che sia capace di futuro.

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